Rinascere con la Tecnica metamorfica

 

Chi interessa?

La tecnica metamorfica interessa in particolare le persone che sentono il bisogno di ritrovarsi perchè si sentono come perse. Forse sono alla ricerca del senso della loro vita o, più semplicemente, ritengono che quella di adesso abbia poco significato.
Le persone che hanno una scarsa autostima ricavano molti vantaggi da questa pratica: imparano a volersi bene, a stimarsi, a prendersi cura di sé.
è un'esperienza che tutti possono provare, non ha controindicazioni.

Le persone apatiche, con tendenza a vivere con una certa facilità momenti di depressione ricevono utili stimoli per uscire dal loro stato di tristezza cronica ed a trovare strade nuove per affermarsi.
Le persone che amano vivere esperienze artistiche, fuori dal comune, trovano nella pratica metamorfica stimoli e provocazioni inconsueti.
In generale tutti quelli che desiderano stabilire un rapporto migliore con le proprie capacità intuitive possono apprendere dalla tecnica metamorfica stimoli fuori dall'ordinario perchè entrano in contatto, nel corso dell'esperienza, con parti di loro molto spesso dimenticate o sopite.

La tecnica metamorfica si propone di smuovere i blocchi energetici ed emotivi che sono latenti, registrati e pronti a riattivarsi.
Questi blocchi hanno dato forma agli schemi-base di comportamento e salute: per esempio la tendenza a incorrere in certi incidenti o malattie.
Nel corso della vita si attraversano nuovi passaggi fondamentali, e si tende a rivivere queste l'esperienze nel medesimo modo. Passaggi di età, indipendenza e uscita dalla famiglia, coppia e matrimonio, nascita dei figli, cambiamenti nel lavoro, malattie e lutti: in queste situazioni si risvegliano emozioni legate in in modo sottile a quelle vissute nel passato, a livello consapevole o inconscio.
La metamorfica non è una terapia, è tecnica dolce per l'evoluzione e la trasformazione personale. Il suo obiettivo non è quello di curare sintomi o disturbi ma lavora sull'intelligenza innata dell'organismo per stimolarla a risolverli. Si basa sul presupposto è che per ritrovare la salute occorre agire su tutti i piani dell'essere umano (fisico, mentale spirituale) e che l'organismo è capace di trovare da sé l'equilibrio salutare, se viene messo nelle condizioni giuste.

In cosa consiste?

Durante una sessione di tecnica metamorfica la persona ha la possibilità di vivere in prima persona emozioni, immagini, modi di fare che appartenevano al suo passato con la forza e la vivacità di un tempo. La risata, il piacere, il sorriso vengono così ritrovati. Anche sensazioni e ricordi spiacevoli possono tornare alla mente, per consentirci di rivivere avvenimenti dolorosi mai scordati veramente . Riviverli è il mezzo migliore per integrarli nella nostra coscienza, accettarli dare loro lo spazio che ci chiedono senza però che ci facciano più soffrire.
Non è possibile però sapere in anticipo cosa accadrà durante la sessione di tecnica metamorfica: ridere, piangere, cantare o dormire non dipende nè dall'operatore che facilita nè dalla persona che vive l'esperienza. Il percorso procede in modo assolutamente autonomo e non è possibile pensare di poterlo controllare. Al massimo è possibile interrompere la seduta. L'operatore può creare le condizioni migliori per consentire alla persona di vivere un'esperienza carica di significato, in questo senso la sua azione è molto importante.

Come si pratica Con i polpastrelli delle dita o del pollice, si attua un leggero sfioramento, in su e in giù lungo il riflesso della colonna vertebrale dall'alluce al calcagno.

È un tocco lieve come una farfalla: muovendo le mani molto lentamente, si sfiorano particolari punti dove sarebbero registrate le esperienze vissute dal concepimento alla nascita e le caratteristiche individuali, che si sono formate durante quel periodo.

L'operatore sfiora dolcemente dapprima l'arco interno del piede, con movimenti lenti e leggeri, partendo dalla punta dell'alluce (dove è registrato il momento del concepimento), arrivando fino alla parte più estrema del tallone (che, nella mappa della storia del corpo tracciata dalla tecnica metamorfica, corrisponde al punto della nascita). Poi passa alle mani, partendo dal punto del concepimento (la punta del pollice lungo il lato esterno del dito) per arrivare al punto della nascita (la parte in cui il pollice si articola al polso).

Nella testa si parte dall'attaccatura del collo, alla nuca (in corrispondenza della prima vertebra), per arrivare alla fontanella, punto della nascita.

 

Si lavora su molti piani del carattere e dei rapporti con il mondo e sulle emozioni corrispondenti: nei piedi sono rappresentate le qualità fondamentali di radicamento nel mondo, nelle mani le capacità operative e di rapporto con gli altri, nella testa quelle di riflessione e pensiero. Anche se tutti al termine della seduta si sentono molto rilassati e distesi, gli effetti variano e spesso sono quasi impalpabili: si può provare un senso di benessere fisico, o di carica ed euforia, oppure percepire una nuova consapevolezza interiore.

La durata delle sedute è di circa un'ora e un quarto: venti minuti per piede, dieci minuti per mano, cinque minuti per la testa più i minuti necessari alla preparazione e all'eventuale condivisione.
L'ambiente nel quale viene praticata l'esperienza può variare moltissimo ma deve essere ospitale. Per questo l'utilizzo di brani musicali può aiutare la pratica
Nel corso della sessione l'operatore si limita a fare da catalizzatore: non provoca cioè il cambiamento o la guarigione della persona che riceve il massaggio, in quanto è la forza vitale, la vita stessa, che, facendo il suo corso, realizza questa metamorfosi. E' davvero importante ribadire che l'operatore nel processo di trasformazione solo questo ruolo di catalizzatore. Non cura e quanto meno è coinvolto, tanto più è un buon catalizzatore.
Non è lì per fare diagnosi, nè per far guarire o provocare un cambiamento,
pertanto, durante il trattamento, deve assumere un atteggiamento distaccato: il distacco infatti è una forma sottile di presenza.
Facciamo un parallelo con ciò che accade in natura, quando, per esempio, la ghianda cade dalla quercia e arriva a terra. Non è la terra a far sì che la ghianda diventi quercia, ma è la forza vitale, la vita stessa della ghianda, a consentire la trasformazione. Queste stesse qualità di distacco e compassione si possono notare nei genitori quando osservano il loro bambino che impara a camminare: il bambino si alza in piedi, comincia a camminare, poi cade ripetutamente. Se si precipitassero ad aiutarlo non imparerebbe mai a farlo da solo. I genitori sanno che il piccolo ha la capacità di camminare ma sanno pure che devono lasciarlo che faccia a suo modo, anche se desiderano aiutarlo; si fanno da parte e rimangono distaccati pur sentendo grande amore e compassione.
L'operatore può proporre tecniche per fissare e potenziare l'esperienza vissuta ma deve farlo con grande discrezione, senza insistere.

La frequenza. Tra una sessione e l'altra deve passare almeno una settimana ma varia molto in base alle esigenze di chi la sperimenta. Un ciclo richiede almeno sette incontri, anche se è possibile provare una versione di tre.

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